Un passaggio in India

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“Non dovremmo semplicemente “fare” viaggi, dovremmo, piuttosto, con pazienza, lasciare che i viaggi facciano altro di noi”. Rolf Potts

Il recentissimo viaggio in India mi ha regalato emozioni di ogni tipo e avrò molto da fare nei prossimi mesi per rimettere ordine nei cassetti dell’anima. Però ogni volta che la mia mente fa tornare a galla i momenti che ho vissuto, più volte al giorno da quando sono tornata, c’è sempre lei a colorare i ricordi: la gratitudine.

Gratitudine per le persone che mentre ero assente si sono occupate delle mie vicende personali e professionali rendendo possibile la mia partenza
per la tecnologia che mi ha comunque permesso di essere presente con chi avrebbe sofferto per tanti giorni di silenzio
per chi con competenza, serietà e molta cura ha lavorato all’organizzazione dei miei giorni indiani
per chi in India mi ha accolto e guidato,  aiutandomi a conoscere un mondo tanto diverso da quello a cui sono abituata, concedendo pazientemente spazio alle mie estemporanee divagazioni e accettando  le mie esigenze occidentali
per chi ha scritto i diari che ho letto durante le mie giornate indiane, penso a Giorgio Manganelli, a Sandra Petrignani, a Pierpaolo Pasolini, parole scritte in cui mi sono persa e trovata ogni sera, alla fine di giornate intense
per le tantissime persone che mi hanno sorriso facendomi sentire in un luogo in cui non ero in pericolo
per chi si è preso gentilmente cura del mio stomaco difficile preparandomi cibo non piccante
infine, per chi era con me e con me ha condiviso stupore, perplessità, meraviglia, curiosità, disgusto, incredulità, impotenza, fatica, felicità

Profonda gratitudine anche
per  il silenzio che mi ha regalato attimi preziosi in un mondo di caos e rumore
per i colori forti, sgargianti che mi hanno invaso gli occhi
per gli odori sempre intensi, a volte da stordire
per gli sguardi penetranti ma mai intrusivi

e per il mio corpo, che ha resistito bene per tutto il viaggio senza fiatare anche nei momenti in cui avrebbe voluto. Posso viaggiare, non sempre e non a tutti è dato e per questo merita una menzione speciale.

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3 commenti

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3 risposte a “Un passaggio in India

  1. Bellissima la frase di R. Potts che citi all’inizio del post. E molto condivisibile: c’è anche chi viaggia e viaggia e viaggia ma rimane con mente occhi cuore e narici semichiuse o chiuse senza lasciarsi permeare da ciò che vede sente tocca annusa. Come se tutto fosse al di la’ del vetro.
    A questo punto i documentari alla TV sono sufficienti, no?
    Bel post. E si, poter viaggiare merita una menzione speciale.
    Un salutone.

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