Inaugurata la Scalinata di Trinità dei Monti dopo il restauro.

L’ho vista qualche giorno prima attraverso la barriera trasparente e sono rimasta senza fiato dalla bellezza. E insieme al senza fiato si è subito fatto avanti il desiderio che resti così, visibile agli occhi e non camminabile.


spagna

So che sono pensieri impopolari, ma non sono più così certa che “i monumenti debbano vivere”, “tutti debbano fruirne”. Leggendo dell’immensa fatica dei restauratori per togliere incrostazioni di gomme americane, macchie indelebili di vino, cibo, vomito ho visto arrivare a velocità supersonica  pensieri di ribellione “Lasciamola così, non apriamola più, per salire ci sono la scalinata Mignanelli a destra, San Sebastianello a sinistra. Oppure apriamola solo di giorno, come il Vittoriano, che ogni sera chiude la cancellata e dorme sonni tranquilli.”
Qualcuno penserà “Parli bene tu che per lungo tempo sei salita e scesa per quei  gradini. Che giocavi a Villa Borghese e  da adolescente raccontavi i primi affanni d’amore alla tua amica del cuore sedute nella terrazza più alta dell’Altare della Patria…Proprio tu che hai avuto monumenti importanti come scenari dei tuoi giochi  vorresti che adesso fossero chiusi?”
È vero, sono stata una bambina fortunata, ho trascorso la mia infanzia circondata dalle cose più belle di questa città e a quella scalinata sono legata da ricordi meravigliosi. La scalinata era il mio percorso obbligatorio quando mamma ci portava a giocare al Pincio ed era il percorso obbligatorio anche all’inizio della mia attività sportiva. Il mio primo campo di basket è stato quello del Collegio Sacro Cuore, proprio in cima alla scalinata. Con una compagna di squadra, figlia di una sarta dell’Accademia Valentino a Piazza Mignanelli, avevamo escogitato un percorso che ci permetteva di risparmiare le scale di Trinità dei Monti. Grazie ad un ascensore interno all’Accademia raggiungevamo un’uscita secondaria del palazzo su Via Gregoriana. Ci sentivamo grandi atlete ma eravamo ancora ragazzine e non riuscivamo a sottrarci ad un’alternativa che ci faceva sentire furbissime. E poi il primo bacio della mia vita, con Trinità dei Monti sullo sfondo.
Da adulta ogni tanto vado a vederla, cerco di passare quando c’è meno gente e mi giuggiolo nei ricordi di quando Trevi Campo Marzio era un quartiere popolato da cittadini e non solo da turisti.
Probabilmente sto semplicemente invecchiando, sono diventata brontolona e intollerante, ma la fruizione senza rispetto dei nostri monumenti mi provoca un dolore enorme. Penso alle fotografie di Gianni Berengo Gardin sulle mega navi a Venezia o alla piccola bellissima Gallipoli che in agosto ha avuto due milioni di turisti. Questo è fruire?  Forse, ma è anche non prendersi cura di cose belle, uniche e preziose.

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2 commenti

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2 risposte a “Inaugurata la Scalinata di Trinità dei Monti dopo il restauro.

  1. Ciao Roberta.
    Non credo che sia da intolleranti e brontoloni desiderare che orde di turisti non invadano i monumenti tutti – i nostri e quelli degli altri – armati di ketchup, maionese, patatine, coca cola, gelati, zucchero filato ecc.
    C’è differenza tra fruire ed abusare. Purtroppo non esiste una coscienza personale, capace di limitare i danni (inevitabili) dei camminamenti e dell’usura di tutte le cose. Lo scorso fine settimana sono stata a Ravenna e ho visitato per la prima volta i suoi splendidi monumenti. San Vitale, Sant’Apollonia, Galla Placidia. Stupefacenti. Qualcosa di straordinario che lascia a bocca aperta. Perfino troppo, pensavo. Un’abbuffata di bellezza, due giorni di bulimia di meraviglie e riflettevo proprio su questo: camminare sopra i mosaici nei secoli ha provocato importanti conseguenze ma … altrimenti, non li avremmo visti, ammirati, studiati. E che dire delle tombe egizie? Ho letto da qualche parte che tra non molti anni scompariranno i dipinti, a contatto con aria, batteri, agenti atmosferici chimici ecc. Credo che, innanzitutto, come per tutte le cose, occorrano il giusto modo, la giusta misura, il rispetto . Ma purtroppo siamo alle scritte sui muri e sui marmi, ai baffi disegnati sui visi delle statue .. Figuriamoci se possiamo combattere il chewingum. Come distinguere il turista irrispettoso e barbaro dal turista intelligente, attento, interessato? E poi anche se fosse possibile, come fare? Tu entri tu non entri? Ma figuriamoci! Apriti cielo!
    Non c’è pezza Roberta. Una sola: multe multe e multe. Controlli controlli e controlli. Tolleranza zero nei confronti di chi sciupa deturpa disturba schiamazza e sporca. Ma siamo un popolo di idioti garantisti…. Chi la pensa come me è despota e fascista!

    • ciao Celeste spesso anche io penso di essere diventata una conservatrice patologica (“fascista” come dici tu…). Credo più semplicemente che sia un problema culturale che ha radici profonde, e quindi difficile da sradicare.
      Spero che, anche se in tempi sicuramente lunghi, si possa cambiare qualcosa nei nostri comportamenti ammesso che una volta cambiati ci sia ancora qualcosa da proteggere…buona domenica celeste
      a te e a tutti i brontoloni e conservatori

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