Lunga primavera per Carlo Medori

carlo medoriCaro Carlo, oggi scopro che quest’anno la tua attesa lettera di primavera, in cui ci raccontavi le novità newyorchesi e proponevi nuovi giri con la mitica macchina, non arriverà. E siccome da qualche giorno avevo in mente di chiamarti, quest’anno ti scrivo io per augurarti buona primavera.

Sono passati più di di venti anni dal nostro primo giro.  Era il 1993, in una giornata di agosto ci avevi portato in giro nella New York che pochi turisti frequentavano. Nel Bronx che era ancora “il Bronx”, nei locali con musica suonata da band di padri di famiglia (altro che Blue Note…), nel ristorante cinese per cinesi (ma prima si comprava la birra nel Deli accanto…). Il tutto condito da colazioni in posti dove non c’era un turista a pagarlo oro.

Da allora ogni volta che sono venuta a New York ci siamo sempre incontrati e si finiva inevitabilmente a scambi di fotografie. Scambi…si fa per dire. Tra me e te c’era una bella differenza, tu un fotografo fortissimo io una dilettante e molte delle cose che so le devo ai tuoi corsi intensivi di non più di mezz’ora nella tua spartanissima casa. Due anni fa mi avevi mandato un pacco di ingrandimenti di tue fotografie meravigliose . Quando ti ho chiamato per ringraziarti mi avevi subito fatto un cazziatone…“So’ fotografie…mo’ le chiamano immagini, ma so’ fotografie! Quando venite? Dovete venì in autunno, che non siete mai venuti… così vedete la New York più bella”

Insieme alle foto mi restano le tue mappe tracciate con i pennarelli. Un bellissimo giro da New York a Toronto tra i laghi e Niagara Falls, un altro tra Georgia e Florida, ma soprattutto quello in Utah, Arizona e Nevada. Uno dei viaggi più belli della mia vita. Avevi girato tutti gli Stati Uniti su strade nazionali e su quei fogli A4 tracciavi a memoria quattro-cinque precisissime righe e con un cerchio i luoghi da non mancare a cui aggiungevi preziose indicazioni.
“Me raccomando, nun dormite! Arzateve presto! A quest’ora dovete sta’ qua appena apre er barbiere più vecchio dell’Arizona, a quest’artra dovete annà verso il lago Powell…” Il tuo accento romano ogni tanto cedeva il posto all’aretino.  Ti piaceva tantissimo il Vernacoliere e spesso raccontavi qualche storia tra lo sconcio e lo schifoso. Se poi c’era una signora per bene che si scandalizzava un po’, meglio!

Amavi il telefono, se proprio serviva, il fax. Ma preferivi indiscutibilmente il  telefono e la posta ordinaria con l’aquila. Volevi essere chiamato al mattino presto, le 6 a New York, prima di andare a prendere, con la tua mitica macchina, i clienti del giorno. “Gli ho dato appuntamento alle 8, se fanno tardi mica me ‘ncazzo, li lascio là. ”.

Mi mancherà la tua lettera di primavera, l’adesivo dell’anno, tuo o “della Silvia” e mi mancherà non incontrarti a New York. Comunque seguirò il tuo consiglio, verrò in autunno e andrò in uno dei posti che mi hai fatto conoscere. Probabilmente a Queens, in un cortile di graffiti. Poi chiuderò gli occhi e aspetterò…prima o poi la tua mitica macchina sbucherà da un block.

Grazie Carlo per tutto ciò che senza le tue parole non avrei conosciuto. Che sia sempre primavera per te adesso e saluta il “Conte”.

 

 

 

 

 

 

Annunci

11 commenti

Archiviato in a testa indietro

11 risposte a “Lunga primavera per Carlo Medori

  1. Ci sono persone che non muoiono mai…
    Sono quelle persone che lasciano ricordi come questo, che non sono “solo” ricordi ma qualcosa di più. Persone che riescono a infondere, trasmettere, insegnare. Lasciano dunque una fonte, ricca, profonda che diventa parte di chi ha avuto la fortuna di attingere.
    Ci sarà sempre in un angolo dentro per persone così… Che è diverso dalla scatola dei ricordi. E’ un angolo vivo, palpitante che a sua volta trasmette infonde e insegna come avrebbe fatto chi non è più qui. Bellissimo.
    Certe primavere dunque continuano a fiorire.

  2. Bello. Vengono i brividi sapere che esistono persone che lasciano una roba così..
    Tanta roba.
    Davvero.

  3. Gianluca

    Una sola gita nel 1991 indimenticabile iniziata con un litigio per la sua” personalità” poi una giornata scolpita nella memoria… ogni volta che sono a york impossibile non avere un momento di memoria a lui rivolto…
    Alla prossima chissà dove…!!

  4. Nunnari Andrea

    Mi imbatto in questa pagina ed in questa notizia solo adesso. Perchè? Perchè cercavo notizie di Carlo, essendo in procinto di un viaggio a New Yor, e contavo in un altro dei suoi meravigliosi giri per la città, e speravo questa volta di fare vivere quest’avventura anche a mia figlia. Un solo indimenticabile giro ho fatto con Carlo, nel Dicembre 2006, con mia moglie, raccattati alle 7 del mattino al nostro albergo con la sua meravigliosa macchina. Da qualche anno non ricevevo più la sua lettera di primavera, e gli adesivi dell’anno, ma mi ero detto che probabilmente era colpa mia, che non avevo comunicato il cambio di indirizzo, con una lettera, o al massimo con un fax. Indimenticabile quel meraviglioso giro per Manhattan, Brooklyn, Bronx, Queens, indimenticabile quella meravigliosa macchina, indimenticabili quelle mappe disegnate con i pennarelli, indimenticabile Carlo Medori.

    • Grazie anche a te Andrea per questo ricordo di Carlo.
      La mia impressione è che Carlo non amasse molto la rete e se ora leggesse i nostri commenti immagino tirerebbe fuori una delle sue battute al vetriolo. Ma mi piace pensare che sarebbe contento di aver lasciato un ricordo indimenticabile del suo lavoro. Era davvero imbattibile e rimarrà insostituibile.

  5. Niccolò d'Aquino

    Manca anche a me, Carlo Medori, che ho conosciuto la prima volta quasi 40′ anni fa. Sul citofono c’è ancora il suo nome dopo due anni. L’avevo visto stanco, l’ultima volta, ma sempre … come era lui. C’è una cosa che non so: come e’ morto?

    • Non so come sia successo. Stavolta non ci ha lasciato una mappa con il pennarello. E’ partito. Spero solo che sia stata una partenza come lui l’avrebbe voluta.
      Grazie anche a te di questo ricordo.

  6. Niccolo' dAquino

    Tre giorni fa di passaggio veloce a New York sono andato sotto casa di Carlo, sulla 46. Sul citofono c’è ancora il suo nome. Ho suonato lo stesso… Si’, i ricordi di quasi 40 anni sono tanti. Ho sempre saputo che gli “amici” di Carlo erano tantissimi. E il fatto che per lo più non si conoscessero tra di loro li rendeva (e li rende) una rete particolarissima. Legati anche da quell’incredibile monolocale da raggiungere lungo scale ripide.

    • La casa di Carlo per me è un luogo davvero indimenticabile. Come era un LUOGO la sua macchina, proprio su quella macchina ho incontrato qualcuno dei suoi “amici”. Sono d’accordo una rete particolarissima, a volte quando racconto il tipo di giri che ho fatto con Carlo chi mi ascolta resta un po’ perplesso…soprattutto quando racconto che non sono mai andata a vedere la statua della libertà. “Che ce vai a fà?” diceva Carlo, “Fatte un bel giro a Brooklyn che è mejo”.
      Aveva ragione, ovviamente. Tirava fuori carta e pennarello, tirava qualche riga, metteva qualche cerchio di colore diverso nei punti salienti e nascevano così delle esplorazioni meravigliose.
      Non lo ringrazierò mai abbastanza per come mi ha fatto conoscere NY.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...