storie di vareghina

Mentre nel precedente post rispondevo ad un commento sugli odori della fontana, la storia della varechina con due c mi ha fatto ricordare come da bambina tentavo di contrastare le inflessioni romanesche come suggerito da genitori e maestre.

Le due c nella varechina nascevano indiscutibilmente dall’attenzione a non cadere nella “vareghina”. Il razionale era che se “la maghina” era la macchina, la “vareghina” doveva essere indiscutibilmente “varecchina”. Lunghe riflessioni che riguardavano il trascinamento della c, “mi pia(s)ce, tre(s)cento”,  mi avevano indotto a parlare di “prociutto” e, forse per suina estensione, di “salciccia”. E poi c’era il problema della s che diventava z di Mazzini. “Mi fa male il polzo, ho fatto il zugo, oggi c’è un bel zole” venivano posti sotto stretto monitoraggio perché la s rimanesse s.

Tutto questo accadeva quando il rione Trevi – Campo Marzio era un quartiere fantastico, pieno di romani da sette generazioni. Poi le cose sono cambiate, un po’ sono peggiorate per l’ipertrofica espansione del commercio a fini turistici, un po’ migliorate perché adesso “fontan di Trevi” riempie gli occhi dei bambini di tutto il mondo.

A me restano dei ricordi bellissimi e la sensazione di aver goduto di un enorme privilegio, essere cresciuta circondata dal bello.

terrazze

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2 commenti

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2 risposte a “storie di vareghina

  1. Già. ..
    Generazioni di romani. Con i loro accenti le loro inflessioni i loro dialetti. Lo stesso vale per milano. Quando sento parlare milanese mi commuovo. E vale ovviamente per ogni città. Patrimoni che si perdono. Lingua cucina abitudini. Colpa anche nostra… c’ è chi va in visita a Roma e al posto della gricia cerca il sushi. A Milano la cassuela la fanno x i turisti. . Magari giapponedi. Dio protegga i bucatini il risotto e l’osso buco i tortelli di modena il grana l’aceto balsamico la gricia e il caciucco. Amen

    • i dialetti sono tutti bellissimi, anche se verso il dialetto romano provo una forte ambivalenza….a volte lo giudico greve e imbarazzante, dal suono onomatopeuticamente simile al carattere di alcuni romani, spesso però mi diverte come poche altre cose…
      PS ovviamente la vera gricia è gri(s)cia…

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