quando l’affetto si protesta…

ultimamente nella casa in cui sono nata, di cui c’è traccia qui e qui, ho ritrovato una mia letterina di natale ai genitori che risale ai tempi delle scuole elementari.

la letterina, “dettata dal cuore” di bambina, recita così:

cari genitori, nel coro degli angeli la vostra bambina protesta il suo affetto per voi!

pensando ad una svista rileggo con attenzione le parole “protesta il suo affetto per voi” per accorgermi che non ho letto male.  in perfetto italiano,  protesto davvero il mio affetto e pure in bella calligrafia.

certo ce ne vuole ad usare termini così lontani da ciò che può espreimere il cuore di una bambina e immagino la mia perplessità nel mettere insieme le parole affetto e protesta. chissà se ho chiesto una spiegazione….probabilmente no.

un rewind e colloco l’evento nel tempo. tutto questo accadeva negli anni ’60 e non, come si potrebbe pensare, all’inizio del novecento. la lettera era stata scritta sotto dettatura, ovviamente, della “signorina rossi” detestata maestra di terza, quarta e quinta elementare.

non ho ricordi particolarmente positivi delle mie maestre di scuola elementare ma lei appartiene sicuramente ai peggiori. una donna poco adatta al mestiere che faceva.

era piena di fisime, ci obbligava a chiamarla signorina rossi “non sono mica sposata, io!“, e piena di fobie che non si esentava dal comunicarci. non passava giorno che non ci terrorizzasse sull’imminente arrivo della terza guerra mondiale e a me, che ho sempre avuto un ottimo rapporto con l’ansia, questa storia della terza guerra mondiale mi spaventava sul serio. non vedevo l’ora di raggiungere le scuole medie, l’idea di avere più insegnanti nutriva la mia speranza di incontrane almeno uno che mi fosse simpatico.

per il timore di scatenare qualche fisima non credo quindi di aver chiesto una spiegazione, ma sono certa che quell’affetto protestato non mi aveva affatto convinto…

 

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3 commenti

Archiviato in a testa indietro, storie di terrazze

3 risposte a “quando l’affetto si protesta…

  1. Menomale che la signorina Rossi non era mica sposata…..altrimenti quel povero marito chissà che vita!
    Forse avrebbe preferito andare in guerra!

  2. si fosse limitata al “non sono sposata”…. poco male, è quel “mica” ad essere fastidioso!
    ciao cele, buon settembre

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