“lascia fare a me”

roma, parco degli acquedotti, marzo 2012

sedie

quel giorno l’ho intravisto arrivare. In strada, andavo al lavoro. l’ho sentito da un leggerissimo fruscio nell’anima e da un moto di stanchezza che mi ha fatto inciampare nel niente. mi sono fermata e chiesta “che mi succede?”, è  in quel momento che l’ho visto chiaramente. gherardo amadei nel suo bellissimo libro “mindfulness” ne parla come quel momento in cui la mente ci seduce e ci conquista semplicemente dicendo “lascia fare a me” e noi, sedotti e conquistati, le molliamo le redini.

se quel giorno le avessi mollato le redini sarei finita in uno di quei vortici dell’anima che iniziano con una stanchezza e finiscono, inevitabilmente, in irritabilità. quando mi sono accorta che stava arrivando ho percepito un attimo di vuoto sufficiente per pensare “sta arrivando, se cambio strada non lo incontro”. un respiro, una pausa e un atto banale, apparentemente inutile. ho attraversato la strada, cambiato marciapiede. sembra impossibile, ma è stato sufficiente. sono arrivata al lavoro stanca. solo stanca, niente altro.

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7 commenti

Archiviato in pensieri

7 risposte a ““lascia fare a me”

  1. isabella

    Perché la nostra mente è così perversa? Perché ci fa remare contro il nostro benessere? Perché ci induce a mollare le redini?

  2. Isabella: saperlo!!!

    Roberta: no, non è affatto facile. Pancia e testa vanno spesso in direzione ostinata e contraria. Inoltre non si parlano. Nemmeno un po’. Accidentalloro!!!

  3. isabella

    però il cuore sta tra la testa e la pancia, perchè non li aiuta a parlarsi ? La via di Mezzo dovebbe essere quella corretta !

    • Isa:
      e chi lo sa! secondo me pancia-cuore sono alleati anzi in fondo sono la stessa cosa. Sono entrambe le case delle Emozioni. La testa, con i suoi meccanismi logici e razionali mica ci riesce… Bisognerebbe trovare un sistema di comunicazione, appunto, una Terra di Mezzo. Mica facile! A volte serve un navigatore… Ma anche i naviganti sono esposti ai venti. Complicato.. Molto.

  4. forse possiamo essere noi i navigatori di noi stessi…certo faremo un po’ casino, ma è navigando che impareremo a navigare.
    ciao donne ben trovate!

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