an apple a day keeps the doctor away

ora (auer), gennaio 2013

tre giorni tra i meleti altoatesini a fotografare pink lady, fuji, golden, stark, celle climatizzate per la loro conservazione, mucchi di radici di meli, il silenzio

del santuario di pietralba in una giornata lucente.

e il desiderio di tornare tra quelle mie montagne,  che tanto hanno contribuito a farmi diventare come sono, le cui forme e colori riconoscerei ovunque.

apple

appleroot

cella

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16 commenti

Archiviato in pensieri, radici, silenzio

16 risposte a “an apple a day keeps the doctor away

  1. Spesso vado in Val di Non. I fiori bianchi dei meli quando sfioriscono imbiancano la Valle come se nevicasse.
    E ogni volta che torno da quelle parti, sia estate inverno primavera o autunno, l’eremo di San Romedio è una meta per me imperdibile. Raccolgo un po’ di serenità e me la porto a casa, vi attingo ogni volta che mi serve. Fino alla fuga successiva.
    Ps sorrido (ancora) perché mi sono collegata proprio per pubblicare la ricetta della torta di mele, passo di qui e trovo … mele.
    Sintonie. Sarà il Trentino?

  2. Pingback: MELAPOSTO E MELARUBO « controluce

  3. pieffedue

    Non c’ero mai venuto da queste parti. Sono un sedentario… controlucido.
    Però: bello.

  4. La canzone di Pieffe quando è .. ehmmm … in intimità: mangiamele (le orecchie)!
    Ciao Pieffe anche da me,

  5. pieffedue

    Ma nooo! Dai Cele, perché racconti le mie debolezze erotico-culinarie di vecchio astronauta pleiadiano? Mi succede solo se l’astronave a pedali si ferma in un pianeta a luci rosse.
    Fu tutta colpa della mitica Joan Baez dei miei anni verdi (come le mele, appunto) che cantava Guantanamera. Io ci scherzavo sempre e dicevo: “agguanta ‘na mela” ma i miei compagni freak (con l’eskimo, ovviamente) mi rimproveravano aspramente: i miti, di sinistra o destra non si toccano!
    Poi scoprii che è proprio così, infatti, che si diventa “laicamente superstiziosi”; accade quando ci si prende sempre sul serio. Grazie a Dio poi è l’esistenza stessa a prenderti per il culo. E si ridimensionano i miti, quelli veri e quelli fasulli.

    Oh, Frost, lo sai che sono interessanti i tuoi esperimenti fotografici?
    Diversissimi da quelli di Cele. Mentali ma intensi.

  6. grazie pieffe…è un grande onore ospitare un pleidiano DOC

  7. Macché Pieffe, le tue debolezze erotico-culiarie non le posso mica raccontare! Non ci crederebbe nessuno!! 🙂
    ps piace anche a me la casa di Roberta, si può scherzare e tuto viene accolto come tale.
    Una specie di controluce insomma!
    Roberta: pleiadano DOC e anche DOP (nel senso che NONOSTANTE TUTTO – intendo il suo caratteraccio spesso burbero e impietoso – c’è una schiera di donne che lo ama e protegge). E che lo coccola… Misteri dell’anima umana!
    Ps scusate evenutlai errori .. scrivo senza lenti
    Buona domenica a tutti i vistatori e ovviamneter alla padorna di casa

  8. ecco.. il tuto con una t sola è assolutamente peccato mortale. Nemmeno l’attenuante delle lenti…

  9. Mamma mia!!! Mi sono riletta. Brividi.
    Dovro’ procurarmi una copia di quegli occhiali con la livella.

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